ho preso un granchio
Viscontessa, 25 Febbraio 2005Quando leggo un romanzo rimango quasi sempre incastrata per giorni sulle righe in cui il personaggio si riposa.
Perché il personaggio di un romanzo che si riposa, lo fa sempre con un’intensità che nella tranquilla vita quotidiana non trova alcuna applicazione valida.
Non è il fatto di dormire, io dormo bene o male che sia, ma non dormo quasi mai con l’entusiasmo del riposo come obbiettivo da raggiungere. Ad una certa ora semplicemente vado a letto e dormo e non riesco a godermi il sonno con il dovuto rispetto per questa maggior parte della nostra esistenza.
Mi piace per esempio tenere in ordine la camera da letto perché indugio sul pensiero di svegliarmi in una camera piacevole e illuminata dalla luce del giorno che filtra dalla finestra.
Immagino un soave risveglio tra lenzuola tiepide e profumo di caffè, mi beo di scompigliati capelli adagiati sui cuscini e sorrido nel ricostruire i sogni del riposo come puzzle immaginari di cui devi mettere velocemente i tasselli a posto prima che svaniscano.
Era da qualche tempo che sognavo meno, mi svegliavo senza ricordi come se il trascorre di quelle ore fosse a solo beneficio del corpo, mi svegliamo arida come il riposo di un personaggio in fuga e mi chiedevo, senza rendermene conto, quale fosse il motivo di questo sonno così insolente.
Poi l’altro giorno mi sono svegliata con il ricordo in un sogno molto strano: mio marito passava l’aspirapolvere e d’un tratto, da dietro alla tenda del salotto, si intravede una sagoma che si è poi rivelata essere un enorme granchio, di proporzioni talmente grandi da farmi ritenere di dover chiamare l’ N.C.I per un’analisi più approfondita dello strano essere.
Gli uomini dell’ N.C.I. sono arrivati di corsa e hanno smembrato il granchio la cui consistenza e forma interna era quella di un cervello umano.
Mi è dispiaciuto per granchio, ne ho dedotto che guardo troppa televisione e sono ancora affascinata dalla stranezza del sogno: mio marito che passa l’aspirapolvere, ma quando mai!
Ho bisogno di un po’ di riposo.
Perché il personaggio di un romanzo che si riposa, lo fa sempre con un’intensità che nella tranquilla vita quotidiana non trova alcuna applicazione valida.
Non è il fatto di dormire, io dormo bene o male che sia, ma non dormo quasi mai con l’entusiasmo del riposo come obbiettivo da raggiungere. Ad una certa ora semplicemente vado a letto e dormo e non riesco a godermi il sonno con il dovuto rispetto per questa maggior parte della nostra esistenza.
Mi piace per esempio tenere in ordine la camera da letto perché indugio sul pensiero di svegliarmi in una camera piacevole e illuminata dalla luce del giorno che filtra dalla finestra.
Immagino un soave risveglio tra lenzuola tiepide e profumo di caffè, mi beo di scompigliati capelli adagiati sui cuscini e sorrido nel ricostruire i sogni del riposo come puzzle immaginari di cui devi mettere velocemente i tasselli a posto prima che svaniscano.
Era da qualche tempo che sognavo meno, mi svegliavo senza ricordi come se il trascorre di quelle ore fosse a solo beneficio del corpo, mi svegliamo arida come il riposo di un personaggio in fuga e mi chiedevo, senza rendermene conto, quale fosse il motivo di questo sonno così insolente.
Poi l’altro giorno mi sono svegliata con il ricordo in un sogno molto strano: mio marito passava l’aspirapolvere e d’un tratto, da dietro alla tenda del salotto, si intravede una sagoma che si è poi rivelata essere un enorme granchio, di proporzioni talmente grandi da farmi ritenere di dover chiamare l’ N.C.I per un’analisi più approfondita dello strano essere.
Gli uomini dell’ N.C.I. sono arrivati di corsa e hanno smembrato il granchio la cui consistenza e forma interna era quella di un cervello umano.
Mi è dispiaciuto per granchio, ne ho dedotto che guardo troppa televisione e sono ancora affascinata dalla stranezza del sogno: mio marito che passa l’aspirapolvere, ma quando mai!
Ho bisogno di un po’ di riposo.





25 Febbraio 2005, 14:50
Un marito che passa l’aspirapolvere,più che un sogno,è un incubo!Gli uomini non sanno passare l’aspirapolvere!Carina la descrizione del risveglio,invidiabile!
25 Febbraio 2005, 20:34
vis, tu sei una gran fava anche quando sogni…
Io tuo marito me l’immagino, tutto precisino precisino che dà l’aspirapolvere… o forse proietto desiderî inconsci riguardanti mio marito sul tuo…
sempre e ancora
Lavecchiamaffy
p.s. vis… ho cambiato ipi, visto? Come mi sta????
26 Febbraio 2005, 9:08
Beh, maxpotter… mio marito lo passa l’aspirapolvere, e anche bene. (E passa anche lo straccio, se capita, e dà la cera ai pavimenti e anche al parquet).

L’ho addestrato bene, vero?
26 Febbraio 2005, 12:13
Beh, gli uomini che passano l’aspirapolvere sono precisini nel loro modo di operare ma non ci mettono passione,non lo fanno con il cuore.

In una casa come la mia dove sui tappeti ci vivono tre cani, non basta passare l’aspirapolvere pensando alla partita di calcio, lo devi fare provando affetto per il tappeto martoriato altrimenti il risultato non è soddisfaciente