Unione programmata ventennale
Viscontessa, 14 Febbraio 2005
Stamattina mentre l’operatore ecologico vuotava i cassonetti e un non vedente attraversava la strada nel momento in cui il contenitore per la raccolta differenziata del compo si appoggiava al suolo con un fragore tale da spaventare l’unità cinofila addetta all’accompagnamento del non vedente, ho pensato che sarebbe stato molto più semplice dire che il cane di un cieco si è spaventato quando un netturbino ha appoggiato il cassonetto dei residui organici a terra.
D’altra parte sarebbe molto più semplice anche affermare che uno è pazzo piuttosto che un disagiato psicologico oppure sentenziare che tizia è brutta piuttosto che un tipo di donna particolare o che caio è pelato piuttosto che tricologicamente inadeguato.
Io per esempio ho solo di recente scoperto di essere affetta da tabagismo anche se sono invece piuttosto soddisfatta dall’idea di poter definire il presidente Bush un extracomunitario al pari del lavavetri del mio semaforo mentre non riesco a capacitarmi di "quei giorni" e del "transito intestinale" per definire funzioni fisiologiche di cui o non si parla o le si chiamano con il loro nome.
Fatto sta che affrontando una giornata ecologica di targhe alterne, mi sono ritrovata a pensare che forse il problema del matrimonio tra omosessuali, non è tanto l’immoralità dell’unione di due culattoni (come direbbe il nostro Buttiglione) ma proprio l’uso sfacciato del termine matrimonio che in molti continuano a ritenere sinonimo di suggello divino all’amore eterno tra un uomo ed una donna.
Già tempo fa la nostra opinione pubblica si indignò per l’abolizione del termine moglie e marito dagli atti pubblici spagnoli dove il Zapatero, senza tanti complimenti e discorsi, ha tranquillamente concesso il matrimonio tra omosessuali e non oso quindi pensare cosa succederebbe nel nostro paese dalle salde radici cattoliche se Mario e Gianni osassero parlare di matrimonio di fronte alla pia Graziella e al devoto Pietro, rivendicando per la loro unione lo stesso termine dei due eteroaffettivi uniti nel sacro vincolo del matrimonio dal beato Don Giulio pace all’anima sua.
Non è che la cosa di per se rivesta un’importanza essenziale, ma in un paese come il nostro dove la forma molto spesso ha più valore della sostanza, è probabile che quando sarà il momento, per definire queste singolari coppie di omo o eterosessuali, si formerà un’apposita commissione il cui compito sarà quello di trovare una terminologia adatta a definire sia l’evento che i partecipanti a quella che non potrà chiamarsi cerimonia ma tutt’al più unione, sempre che si sia già provveduto a cambiare nuovamente nome alla neonata Unione di Prodi.
Ecco, io qui per i posteri vorrei lasciare qualche traccia a cui la futura commissione presieduta dal Prof. Zecchi piuttosto che da Alberoni, potrà far riferimento quando sarà il momento di trovare una definizione più easy di matrimonio.
"accordo programmatico pluriennale per la gestione comune di convivenza" o "contratto di civile condivisione di responsabilità". Per gli assessori che al pari degli obbiettori di coscienza decideranno di non avvallare queste singolari unioni, avrei pensato agli assessori moralmente retti da contrapporre a quelli "eticamente labili" che con una forma di rito che potrebbe suonare più o meno così "vuoi tu gianni accollarti l’onere civile di condividere con Mario la futura programmazione delle tue responsabilità" darà corso al nuovo contratto pronunciando la formula di rito che potrebbe suonare più o me così "concedo ad entrambi le parti il riconoscimento civile della loro vicendevole omoaffettività.
Ora il contraente dichiaratosi virilmente più dotato può stringere la mano al contraente in difetto di testosterone".
E giù farro sugli esultanti Uniti!!!





14 Febbraio 2005, 18:40
beh, non hai considerato il caso in cui siano due lei… il testosterone si applica anche lì?
14 Febbraio 2005, 19:29
geniale.
15 Febbraio 2005, 12:07
Divertente, tornerò!
15 Febbraio 2005, 12:20
Riccio, ma quanti c***i vai cercando!!! E forza!!! Con queste precisazioni e ciùciùciù, làlàlà!!!
Pensa, invece, ad una congiunzione epidermica ravvicinata delle zone inguinali, possibilmente con me!!!
15 Febbraio 2005, 15:15
post grandioso!!!
15 Febbraio 2005, 15:46
beh, mi fa piacere che vi sia piaciuto, io, per quanto mi riguarda, me la sono sogghignata in solitudine sul pelato tricologicamente inadeguato:-))
15 Febbraio 2005, 23:01
unione di patrimonio!
16 Febbraio 2005, 14:30
vento…mmm…unione di patrimonio è troppo semplice, con due sole parole si rischia di farsi capire troppo bene e questo è proprio ciò che va evitato.
Faraginosità! questa è la parola d’ordine :-))