ego
Viscontessa, 14 Febbraio 2005
Non vi è certo prova che l’essere se stessi sia la condizione migliore del proprio ego.
Se così fosse ciascuno attingerebbe dal proprio ego la consapevolezza dell’essere quale organismo di facile deperibilità ed eviterebbe, spinto da codesta lapalissiana consapevolezza, di mettere a repentaglio il proprio ego quand’anche il richiamo fosse fortissimo.
Il rapporto con il proprio ego è importantissimo, ve n’è prova documentata nell’atteggiamento del genitore che incoraggia l’infante a nuove scoperte ed è l’abbassamento della proprie capacità di adulto a favore di un linguaggio ridicolo e infantile, che testimonia quanto sopra affermato. Ma vi è tuttavia una soglia oltre alla quale l’ego infantile trova in colui che l’ha carnalmente generato, l’ostacolo insormontabile dell’educazione che subdola si insinua tra le parti in tempi e modi così dilatati da rendere difficile il riconoscimento dell’influenza del medesimo sul rapporto con il proprio ego infantile.
Vi è quindi da entrambe le parti una letale dispersione di energia che sovente crea malintesi generazionali i quali a loro volta influiranno talvolta negativamente, altri positivamente, sull’ego dell’adulto che rammenterà dell’infanzia, fatti, espressioni e parole che al canuto generatore dell’infante ormai adulto, suoneranno vuote come alcune giornate invernali. Vi è tuttavia dall’altra parte l’errata consapevolezza di aver alternato con saggezza l’insegnamento e l’educazione che quasi mai saranno ripartiti nella misura in cui si è inteso somministrarle all’infante ma che comunque con la loro presenza, rappresenteranno testimonianza concreta del proprio affettuoso operato quand’anche questo non fosse all’altezza delle proprie speranze.
L’ego infantile, quindi, sollecitato da distratte manifestazioni d’affetto e ridimensionato da affettuosi sganascioni, rischia di dar vita ad elementi dall’ego spropositato e le dimensioni ridotte (vedi Berlusconi) oppure dall’ego sottodimesnionato e dimensioni importanti (ma di questi purtroppo non vi è traccia nel pubblico conoscere) causando al fine conseguenze che molti avrebbero evitato volentieri.
Ed è in quest’ottica di consapevole autocritica che sul volgere del desco serale la mia infanta, fanciulla di otto anni refrattaria alla playstation, ha per la prima volta sottoposto a noi adulti le letture segrete del suo diario.
Inconsapevole del precario equilibrio raggiunto negli anni tra me e la mia genitrice, ha voluto mettere quest’ultima a parte delle lodi che un tal Niccolò le ha manifesto per iscritto e sempre più maliziosamente imbarazzata, ha lasciato che la nonna scorresse le pagine del suo piccolo scrigno di segreti, in cerca di frasi, pensieri e semplici parole, in cui qualche maschietto ancora ben lontano dal brufolo adolescenziale, manifestava ammirazione per le sue doti di ballerina di tango, pur tuttavia non sapendo neanche cosa sia il tango.
Ad un certo punto, mentre l’avola scorreva distrattamente la giungla di parole, il suo occhio è caduto insieme a tutto l’occhiale sulla seguente frase "Rodrigo a volte è simpatico però di solito rompe le palle e poi si scopa tutte le donne".
Prontamente redarguita per quell’accenno ai testicoli, la piccina è quindi stata repentinamente interrogata sul senso del termine scopare che lei ha candidamente spiegato con "fare sesso" come se l’attività di cui parlava fosse cosa normale per la sua età.
La vecchia è stramazzata al suolo non prima però di avermi lanciato con la parte di occhiale che ancora stazionava sul naso, un’occhiata di profondo disprezzo capace di riportarmi in dietro negli anni a quando erudii mia sorella sul reale significato di trombare mentre lei, ingenua, spiava le nostre conversazioni.
Per risollevarla è stata necessaria una mezza bottiglia di Grappa Tagliatella la quale però è prematuramente scomparsa prima che io riuscissi ad intossicare abbastanza la vecchia da farle credere che l’episodio fosse stato frutto di un evidente attacco di demenza senile.





14 Febbraio 2005, 2:50
Immagino come reagirà l’avola quando s’accorgerà della perizia e rapidità con cui l’infante è solita preparare rudimentali sigarette allo zanzero e malva nel bagno della scuola.
Per non parlare del fatto che accuserà te, a ragione, di averglielo insegnato.
Notte, sei la sorella maggiore che ho sempre sognato. :))
14 Febbraio 2005, 11:36
per la mia sorella minore sono la sorella maggiore che avrebbe sempre voluto evitare.
Sarà che da piccola gli appesi l’orsacchiotto preferito al lampadario :-)))
14 Febbraio 2005, 12:17
Meravigliosa.
I bambini di oggi sono eccezionalmente svegli, magari anche troppo per le nonne di oggi…
14 Febbraio 2005, 15:46
…compli x il blogg…
mi piace come scrivi..
saluti dalla pianura