Buon compleanno

Viscontessa, 7 Febbraio 2005

 

Oggi articolo su La Nazione per la vecchia di 107 anni che ha festeggiato il suo compleanno nella casa di cura dove risiede e dove mia madre mi riferisce abbia pronunciato "ma che cazzo di storia, quanto devo vivere ancora?".

Ti svegli la mattina e aspetti di morire, nessun progetto futuro perché sai che devi morire e dietro qualcuno che ti dice "signora Cesira, su su, coraggio, ora le cambio il pannolone e poi si va tutti in mensa"

Che cazzo di storia, ti fai pulire il pupù e poi vai a mangiarti una mela cotta in mensa nell’attesa di accasciarti sulla mela cotta di domani. Prima che ti abbiano cambiato il pannolone e dopo averti fatto una purga per aiutare un po’ l’intestino.

Un vecchio cane come il mio, è tutta un’altra cosa, gestisce la sua incontinenza sul mio tappeto con disinvoltura e se vede poco e sente anche meno, tanto meglio che tanto il mondo degli umani è fatto di cacofonie intollerabili e la televisione non è poi un granchè.

Vedessi com’è lucido, dicono invece dei vecchi che scambiano il naso per la bocca e si infilano il purè nelle narici.

Narici pelose perché quando sei vecchio nessuno si preoccupa di depilarti le narici e per togliere il purè ci vuole uno sciampo al naso e un cannello di ossigeno nella bocca.

Lucido abbastanza per comprendere che quel cucchiaio che volevi infilarti in bocca è inaspettatamente finito nel naso e nessuna misericordiosa infermiera si occuperà di insegnarti la traettoria della bocca perché devi fare da solo.

Però ti danno il diuretico che devi pisciare e la circolazione sembra quella delle rotonde metropolitane nell’ora di punta.

Centosette anni e ti rincoglioniscono di televisione che la Clerici è tanto carina e quel Bonolis mi ricorda mio nipote quello che non viene mai a trovarmi. Infermiera? Le ho mai detto che ho un nipote uguale uguale a Bonolis? Vedesse come è bello! Ah gliel’ho già detto centinaia di volte, ma quando? Io non mi ricordavo di averglielo detto però mi ricordo di quando da ragazzina mio babbo mi tirò uno sganascione perché dissi uffa! Di fronte al solito piatto di minestra.

Infermiera? Le ho mai raccontato di quando mio padre…..si gliel’ho già raccontato, lo capisco dal suo sguardo.

E poi il giovedì viene la Mara a farti i capelli e ti fa quei quattro peli che ti sono rimasti in testa di colore turchino.

La fata turchina con i piedi pieni di artrosi con le unghie laccate trasparente.

Però la Mara è brava, fa anche i piedi ai vecchi e poi gli rimette su le calze elastiche che aiutano la circolazione.

Cazzo ci arrivi a fare a quell’età? E Don Giulio che ti chiede si ti vuoi confessare.

Ho guardato il culo all’infermiera, dice Gino, quattro padre nostro e due ave maria che neanche si ricorda come cominciano.

Poi arriva il compleanno, un assessore che non sa neanche come ti chiami, un fotografo che ti schiaffa in prima pagina sul quotidiano locale e la torta con le candeline che non la puoi neanche assaggiare perchè c’hai diabete.

Ecco lo sapevo, lo sforzo di spengere quella candelina e me la sono fatta addosso, ma porc…..



7 commenti a “Buon compleanno”

  1. utente anonimo Says:

    No, io non ci voglio arrivare. Troppo vivo il ricordo di mia nonna. É bastato un anno di casa di riposo e se n’è andata. Aveva novantasei anni, quando entró, e ricordo il suo sguardo pieno di disappunto nel guardarsi intorno domandandosi cosa ci facesse, lei, in mezzo a tanti vegliardi. Lo diceva spesso: “qui, sono tutti vecchi, sono giá morti!”. Allora sorrisi, di un sorriso amaro, ma un sorriso. Non capivo. Lei, invece, aveva capito tutto. Lei, lei lo sapeva che non ne sarebbe uscita sulle sue gambe. Smisi di sorridere quando la rividi, qualche mese dopo, in un letto, con un sondino che la nutriva dal naso. Niente piú sorrisi civettuoli, niente piú capricci da primadonna. Uno scricciolino, un mucchietto di ossa esanimi ad aspettare la morte. Improvvisamente era tornata bambina, piccola, indifesa. No, io non ci voglio arrivare.

    Lamaffy

  2. DevilsTrainers Says:

    l’importante è vivere bene PRIMA…

    Peter

  3. dontyna Says:

    come sei negativa! io a quell’età sarò circondata da 74 bisnipotini sfornati dai miei 27 nipoti proliferati dai miei 8 figli…avrò ben poco tempo per annoiarmi! (poi sarò il lucidissimo e saggio segretario generale all’ONU, non so mica quanto ci starò dietro ai bisnipotini…)

  4. mrka Says:

    la mela cotta è un classico di tutti i menù.io una volta ho fatto un tirocinio in un posto così.la prima cosa che mi hanno dato in mano è stata una mega siringa di caffèlatte.-vedi,devi spingere con forza dentro la bocca,perchè sono pigre queste nonnine.-l’infermiera capa era terrificante.sì.

    -marika-

  5. enfiteuta Says:

    è vietato arrivare a cent’anni scuotendo ancora il testone agli assoli di Van Halen, sconquassandosi di fronte a un bel film o godendosi un buon libro? cataratte permettendo, è chiaro … il pannolone o il catetere o la verdurina cotta possono qualcosa contro tutto questo? è proprio necessario immalinconirsi di fronte al deperimento fisico? non mi sono mai crucciato di non aver fiato per correre o muscoli per sollevare pesi, sta a vedere che me ne rammaricherò proprio a 100 anni! è così disdicevole non consegnarsi alla nostalgia? ok, bisogna un po’ calare col sesso, col fumo e coll’alcool, ma finché ne rimane ancora una fetta, perché sprecare tutto ’sto bendiddio?

  6. orsarossa Says:

    buongiorno cara.

    la verve del tuo blogghino m’ha fatta sollevare dal mio divano(..astolfo..forse lontano parente d’anselmo)…e i prodotti fidel esselunga..che gran nostalgia di firenze..e della mia bella casa di riposo a bagno a ripoli..ancora mi scrivono i vecchini del mio reparto…”come ci manchi..cara..che allegria ci portavi quando cantavi per noi le canzoni degli alpini.”ora qui -trasferita vicino a venezia..avrei potuto godermi il magnifico carnival venexian..e invece sto depressissima..in procinto di chiudere il blog..me la meno in continuazione..e pure il mio parco scope e’ desolatamente vuoto..ma tu–mai risvegliato una delle mie orse vivaci..che di solito sta molto nascosta..come le tue occhiaie…

    ohi..ohi…vien’a trovar mou:!!!

    ORSAROSSA;-)

  7. Viscontessa Says:

    dite bene voi, ma quando il fisico si sciupa tutto prima della testa, anche la testa ha grosse difficoltà a trovare un suo modo di esprimersi.

    Le case di riposo sono piene di gente che per fortuna sua non c’è più molto con la testa, ma per quelli come mia nonna che a 96 anni teneva il diario e leggeva romanzi in francese, i ritmi e le consuetudini della mela cotta e del pannolone da cambiare, incidono notevolmente sull’umore e il benessere del vecchietto.

    Mia nonnna, per esempio, era particolarmente irritata dall’idea di doversi alzare tutte le mattine alle sette. Lei che era sempre stata abituata a dormire fino alle undici, non se ne faceva una ragione.

    E perchè poi? - chiedeva -per stare tutto il giorno ciondoloni alla televisione.

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