buoni propositi
Viscontessa, 28 febbraio 2005Ecco, volevo solo dirti che se adesso tu mi facessi
sentire un po’ più a mio agio, me ne andrei a letto tranquilla.
La verità è che volevo scrivere una cosa su una cosa
che mi è successa e che mi ha piuttosto cosata, ma poi mi son distratta pensando
a te e non so più cosa volevo dire.
Cosa ne so io di come vanno le cose quando succedono
certe cose! Ma lo sai che sei proprio un bel tipo?
Io ti dico una cosa e tu cosa fai? Ti cosi subito e
te ne vai.
Guarda facciamo così, adesso io ti dico cosa mi passa
per la testa e tu mi dici cosa ne pensi.
Allora, la prima cosa che ti volevo dire è che sono
piena di buon propositi.
Di solito i buoni propositi li coltivo a fine estate
quando rientro a casa dalle vacanze o anche quando le vacanze non le ho fatte e
io non mi sono mossa di casa ma il TG ci racconta che è in corso il controesodo
e che partire intelligentemente è più stupido che partire stupidamente per cui
tanto vale partire un po’ alla cazzo di cane che tanto la fila te la fai lo
stesso.
Insomma ti volevo dire che avevo messo in
coltivazione dei buoni propositi come faccio in primavera quando pianto festosa
bulbi per il giardino e un’ora dopo il cane li ha tutti disotterati e ci gioca a
palla scodinzolando felice per quell’attività ludica fuori programma. Bulbi che
compri tutti disidratati nelle bustine colorate e che se vengon su a fiore, non
son mai i fiori delle bustine ma ti ritrovi cipolle quando pensavi di aver
piantato gelsomini.
E le patate americane? Chi è che non aveva in casa
sopra alla televisione la sua bella patata americana tutta in vegetazione? Gli
piantavi un paio di stecchini nel costato e l’appendevi su un barattolo pieno
d’acqua e quella vegetava tranquilla per mesi fino a quando si rinsecchiva tutta
e a te non rimaneva niente.
Ma sto divagando e invece i buoni propositi sono una
cosa importante che non è che perché hai un bel culo ad un certo punto ti devi
dimenticare di metterli su. E’ come la nettezza, non è che basta chiudere il
sacchetto e metterlo fuori dalla porta perché tu possa adagiarti sugli allori di
una pattumiera pulita. I buoni propositi son come le scoazze (così le chiamano a
Venezia se non ho ricordi appannati delle mie conversazioni casalinghe con
Marco) li devi riempire di pattume e poi ci devi fare un bel fiocco e le devi
portare fino ad un cassonetto. Di certo però non le devi legare con quel
pezzettino di naylon che ti danno in dotazione con il sacco arrotolato per la
nettezza, quello non regge niente e serve solo per inciamparci quando ti
trascini il sacchettone fuori dall’appartamento. Ma lo sai che trovo
continuamente laccetti di naylon un po’ da tutte le parti? Sono disattenta ma la
nettezza è come i buoni propositi, prima di cestinarli li chiudo per bene con un
nodo e via.
Allora insomma, ho messo su questi buoni propositi di
cui volevo parlarti, roba seria come i culi che vanno giù, l’ho letto oggi da
qualche parte e ci son rimasta male, mi sono immaginata il peso di un culo in
giù e non ho potuto fare a meno di chiedermi se non sia meglio disinteressarsi
proprio di un culo e dedicarsi a tempo pieno alle orecchie che quelle almeno
restano lì dove sono. Ma lo sai per esempio che le orecchie sono l’unico organo
che continua a crescere fino alla morte? Ci hai mai fatto caso che i vecchi
hanno delle orecchie enormi? Che poi i vecchi, beffa del destino, sono sempre un
po’ sordi. E adesso non chiedermi cosa crescono a fare le orecchie perché
francamente non lo so anche se le orecchie mi hanno sempre affascinato per la
loro consistenza croccante.
Son l’unico organo veramente croccante e io che adoro
il croccante ma non lo posso mangiare per via dei denti, mi consolo con le
orecchie altrui.
Non lo posso mangiare perché mi si incolla sui denti
e i denti collosi mi sanno di un che di malato. Aveva un’amica che una volta era
stata corteggiata da uno con la borraccina sui denti e questa cosa mi aveva così
impressionata che da allora preferisco essere corteggiata da uno senza denti
piuttosto che da uno con la borraccina sui denti.
Che poi la borraccina a me sta pure simpatica, ne ho
un po’ nel giardino su un’aiuola e da quando l’ho vista mi son decisa che lì sta
il nord anche se la bussola segna per nord tutto un altro punto.
Ma bussole e compassi non son cose per me, dev’essere
per via di quelle esse in cui è facile inciampare soprattutto se porti
l’apparecchio per i denti, Dio che tristezza quelli che a quarant’anni si
mettono l’apparecchio per i denti perché c’hanno un canino un po’ storto o un
incisivo un po’ come le partenze intelligenti: alla cazzo di cane!
Però io adesso volevo parlarti dei miei buoni
propositi ma tu mi distrai continuamente e io perdo il filo del discorso come mi
perdo il filo dei sacchetti della nettezza, certo quelli li ritrovo più
facilmente che il bandolo di questa matassa che ho messo su e nella quale mi son
perduta come il gatto nel gomitolo di lana.
Ti ho mai detto che per un certo periodo ho lavorato
a maglia? …sai che però visto così sei proprio carino, no, non è che voglia
cambiare discorso, figurati, ti ho scritto apposta per parlarti dei miei buoni
propositi però ecco, visto così con quell’aria un po’ annoiata e quell’orecchio
impudicamente esposto al mio sguardo…..
Senti, scusa, posso sgranocchiarti l’orecchio prima
di parlarti dei miei buoni propositi?




