incidente a bologna
Viscontessa, 7 Gennaio 2005
Devo finire il libro. Mi piace, sono all’obitorio e ho nel naso l’odore dolciastro della morte ordinata. Il silenzio gelido della morte composta, la morte rassettata dai vivi. C’è la finestrella di un modesto appartamento che da sul viale al numero 10, ci sono le inferiate, le persiane, le controfinestre, le finestre e delle spesse tendine ai vetri. Oltre potrebbe esserci un vivo rassettato dalla morte, o anche il limbo di chi non si decide se vivere o morire. Girare in un giorno feriale per la città con due grossi cani al guinzaglio, non è facile. Qualcuno ti passa accanto sprezzante, altri si spostano di qualche passo per lasciare la strada ai cani. E ti sorridono lievemente per solidarietà. Quando è buio i sorrisi li senti dall’odore. Camminare per le strade poco affollate, sbirciare da una finestra, annusare il traffico e sentirsi trafitti dagli sguardi. Ricordi quell’angolo laggiù? Ci abbiamo mangiato del pane fresco appena sfornato, avevamo sete ma l’acqua era troppo lontana e tu non avevi voglia di camminare. Un passo dopo l’altro mentre i guinzagli si attorcigliano intorno ad una gamba e quella volta che ho perduto una sciarpa rossa che sembrava una scia di sangue sul marciapiede. Una vetrina illuminata e un quarto di bue appeso di fronte a due signore che ridono. Dentro, piccoli conigli spellati con gli occhi enormi e le zampe mozze. E poi i giardini che seguono docili le vecchie mura, l’erba umida e fresca che porta a quel tendone dove l’estate c’è un locale all’aperto e più in là il fiume e i bei palazzi del centro incastrati tra i vicoli bui pieni di carcasse di bicicletta. Fa freddo ora, piccole folate di gelo si insinuano sotto al cappottino nero troppo elegante per una passeggiata con i cani. Annusiamo l’ultimo palo di un qualche divieto, l’ultimo cassonetto per la raccolta differenziata degli indumenti. Allento i guinzagli perché mi piace sentire il rumore delle foglie secche che frusciano sotto alle zampe dei cani, il semaforo è verde, se facciamo una corsa riusciamo ad attraversare prima che scatti un altro divieto. Lì c’è il portone, lo vedo. Oggi altri morti da rassettare. Quindici, forse diciotto.





8 Gennaio 2005, 10:21
stai scrivendo un libro ? o lo stai solo leggendo?
Maria Josè
8 Gennaio 2005, 17:58
ahaha…è evero Maria, volendo riconoscermi velleità intellettuali le mie parole potevano essere fraintese.
Leggendo, devo finire il libro che sto solo leggendo.