oggi
Viscontessa, 27 Dicembre 2004Stanotte ho dormito sul divano perché un tuono ha terrorizzato i cani così ho deciso di dormire nello studio insieme a loro.
In camera da letto ci stanno i gatti e i cani non possono entrare.
Marchiare il territorio è un istinto naturale.
Forse era le due o le due mezza di notte poi alle 8 e mezza mi sono alzata e ho preso un caffè annacquato.
La macchinetta va cambiata, anche lei fa acqua da tutte le parti.
Mi sono vestita pensando a mio padre, volevo indossare qualcosa di poco vistoso che non suscitasse la sua curiosità infantile e ho messo un maglione nero paricollo e un paio di jeans.
In ufficio sono riuscita a finire il lavoro che un po’ mi aveva angosciato in questi due giorni di festa, Gherardo dice che mi ha sognato e avevo i capelli lunghi.
In un anno che lavoro lì credo che sia la prima volta che io e Gherardo ci rivolgiamo la parole.
Avrei dovuto fare una telefonata ad un amico, era una cosa importante ma mi sono dimenticata.
Alle quattro sono tornata a casa, dovevo far uscire i cani.
Poi ho aspettato mia mamma che è arrivata insieme a mi figlia e a mia zia.
Una zia che ha avuto la meningite durante la seconda guerra mondiale.
Allora era una bambina ed è rimasta tale.
Siamo andate a trovare mio padre nella sua casa di riposo dove risiede ormai da quasi dieci anni.
Anche lui è come un bambino, un incidente gli ha portato via buona parte del cervello e da allora ride senza motivo e non è sicuro di sapere chi io sia.
Però mi sorride.
Il mio maglione non gli è piaciuto.
In mezzo ai vecchi bambini con l’odore nauseante di orina e semolino e disinfettanti ho passato un’ora a giocare con un orologio.
Mia zia ripete sempre le stesse cose, mia figlia corre per acchiappare il suo orologio e mi padre le fa i dispetti e ride.
Mia mamma oggi sembra stanca ma domani, quando mia figlia sarà rientrata a scuola e mia zia sarà ripartita, si sentirà inutile e allora sarà peggio.
Poi ce ne siamo andate perché alle sei cenano e io non sopporto l’odore del purè delle case di risposo.
Qui piove, è tutto il giorno che piove, mi sono fermata a comprare il pane e il caffè, stasera vorrei andare al cinema.
Avrei anche voluto scrivere qualcosa su questo natale inondato di morti ma poi ho letto in qua e in là le solite polemiche fuori luogo e ho deciso di non farne di niente.
Mezzo miliardo di sms di auguri inviati in questi giorni di festa.
Solo il 35% sono stati messaggi personalizzati, per gli altri panettone con uvetta passa e vetri canditi.





27 Dicembre 2004, 19:38
Vorrei tanto abbracciarti… tutto qua.
28 Dicembre 2004, 0:15
Buoni auguri.
28 Dicembre 2004, 11:13
tit, fai pure, stamattina mi sono anche fatta la barba per te :-)))))
grazie medo
31 Dicembre 2004, 15:27
una fraccata di donne dalle tue parti. Ma i cani, i gatti, almeno sono maschi?