ho perso il fegato

Viscontessa, 20 Dicembre 2004

L’astrusa tematica del niente mi si risolve sovente tra i fornelli.

La vis oggi era inquieta come le capita quando le energie servono a ricucire toppe sulle lacere vesti della sua inconcludente esistenza di farfalla.

Era inquieta per quella inadeguatezza a se stessa che prende forma dall’autoctono accartocciamento dei pensieri su altri pensieri che generano pensieri e che non arrivano da nessuna parte.

Ho preparato della pomarola, ho sbollito dei pomodori San Marzano fuori stagione e li ho pelati, poi li messi in una pentola con gli odori: sedano, cipolla e carota, quindi ho messo in una padella l’olio d’oliva e un po’ di strutto e ho tagliato a fette le melanzane.

La vis oggi per interrompere il fiume in piena dei suoi errabondi pensieri, ha finto di essere la persona giusta nel posto giusto e ha dato vita ad una serie di accorgimenti contabili che dovrebbero garantirle giubilo natilizio e ozioso deperimento morale per i prossimi giorni.

Ho aggiunto alla pomarola un po’ di zucchero, un po’ di dado granulare, dell’olio di oliva, un po’ di sale e qualche foglia di basilico, poi ho salato, con il sale grosso, le melanzane e le ho messe a scolare in uno scolapasta affinchè si addomesticassero ad un sapore più delicato.

Ho tagliato a fette molto sottili delle cipolle di tropea, ho aggiunto un filo d’olio d’oliva e le ho messe sul fuoco con un coperchio; un fuocherello timido perché non si bruciassero ma si lasciassero andare a quel tepore come cuccioli in grembo alla madre.

La vis oggi, maltollerante nei confronti di se stessa, ha manifestato l’ardore dei suoi pensieri relegando ad un ruolo secondario quella sua figura di finta tonta e ha sgraziatamente preso le parti di quella se stessa incastrata tra le costole, riequilibrando umani errori che non possono essere stati di sua esclusiva pertinenza.

Ho ripulito un pezzo di manzo bollito dalle callosità e l’adipe in eccesso e l’ho tagliato a tocchetti, quindi ho asciugato con un panno le melanzane le ho fritte quel tanto che basta da renderle dorate come un’abbronzatura di giugno.

Poi ho disposto uno strato di melanzane in una pirofila e le ho ricoperte con un lieve strato di pomarola su cui ho lasciato scendere una nevicata di parmigiano e qualche candida fetta di mozzarella.

La vis oggi, violentando la sua umana rassegnazione a quell’evidente inedia che la caratterizza, ha di malavoglia prodotto scartoffie che la distraessero da quel groviglio di dolorose spine che le pungolavano l’animo e, insensibile al dolore procurato dall’umano sudore, ha proseguito incurante fino al termine il suo meschino mandato.

Un po’ d’olio d’oliva e un po’ di sale hanno insaporito ogni strato della mia parmigiana come faceva mia nonna con il profumo al mughetto sulla sua pelle.

Quando le cipolle, languide come vecchi nostalgici, si sono fatte più scure, ho lasciato che i tocchetti di manzo si unissero a loro e per pudoreho nuovamente coperto la pentola quando un lieve sfrigolio ha cominciato ad animare l’incontro.

La vis oggi, vistosamente contrariata dal suo lavoro, l’ho aggredito famelica e vorace dando di se l’inconsueta immagine di colei che sa quel che fa.

Tigre in trappola, si è amputata l’arto della distrazione come stile di vita ed è fuggita nella giungla di un autolesionismo che nessuno può assaporare.

Ho acceso il forno affinchè le melanzane potessero godere di un calore nuovo e le ho appoggiate li su una griglia perché anche loro potessero amalgamarsi con la pomarola e il formaggio.

Quindi mi sono seduta e ho atteso.

La vis oggi mendica raminga il proprio fegato, che non è in nessuna padella e neanche sulla propria scrivania.



3 commenti a “ho perso il fegato”

  1. Paolettos Says:

    Indubbiamente hai delle tendenze autolesioniste e sei dedita all’autocompatimento come ispirazione di vita e di pensieri.

    Però questo che hai scritto è bellissimo e mi ricorda tanto Donna Flor e la ricetta dei granchi per Vadinho.

    Un unico appunto.

    Non è questo il periodo per la parmigiana.

    Ingredienti di serra.

  2. utente anonimo Says:

    bellissimo, Vis

    ha ragione Paoletto, un pò troppa indulgenza, nel tuo autocompatimento

    Maria Josè

  3. Viscontessa Says:

    indulgo a giorni a alterni.
    tante cose tra cui il clima natalizio in questo momento non giovano all’umore.
    passerà, nell’attesa spignatto.

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