Lucia

Viscontessa, 24 Novembre 2004

E’ una cosa vecchia che avevo pubblicato tempo fa ma mi sembra adatta al momento….

Lucia è un mucchietto di ossa e due stracci.

Si è innamorata Lucia e ha lasciato il suo pasello tra i monti per scendere in questo paesotto di artigiani arricchiti.

Ha trovato un lavoro qui, deve rispondere al telefono con quella sua vocina da stracci e deve controllare i conti perché il commerciante non faccia la cresta sugli aghi per cucire a macchina. E’ scrupolosa Lucia, per ogni ago che costa più di 10 lire, telefona al commerciante furbo e chiede una nota di credito, a volte non basta neanche una telefonata e così lei telefona fino a quando non ha quel documento.

Ed è puntuale e coscienziosa, mai un caffè, mai una telefonata personale, mai una parola con un collega e mai anche la pipì, che per non disturbare se la riporta a casa la sera dove l’aspetta il suo amore.

Dopo un po’ Lucia rimane in cinta, conoscendola mi è venuto il dubbio che neanche lei sapesse come è potuto succedere, si dispera e piange ma poi quel suo mucchietto di ossa sembra contento e lei si affeziona all’idea.

E così un paio di mesi prima che nasca Sofia va in maternità e poco prima che Sofia squarci quel suo mucchietto di ossa, le viene una paralisi facciale che le lascerà per sempre un ghigno orribile sul volto.

Io nella storia entro adesso, mi chiamano per un colloquio nell’azienda dell’artigiano arricchito, cercano qualcuno che possa sostituire quel mucchietto di ossa, una sostituzione definitiva perché di Lucia non ci si può fidare: una che resta in cinta così non si sa mai cosa potrebbe combinare.

Lucia non sa niente della mia presenza, e quando torna a lavorare dopo solo tre mesi dal parto e con la piccola Sofia sballottata ogni mattina da una nonna a 50 km dall’artigiano arricchito, mi trova alla sua scrivania.

Lucia non dice niente, sorride con il suo ghigno e il suo occhio lacrimante, si siede ad un altro tavolo e comincia a controllare le sue fatture.

Non dice niente Lucia e non dice niente neanche l’artigiano arricchito, non una parola per sapere come stia la sua piccola o come stia il suo occhio lacrimante.

L’unica che parla è la figlia dell’artigiano arricchito.

Lei parla, parla tutto il giorno, parla della sua delusione per una che resta in cinta così, che aveva detto che figli non ne voleva, e parla di chi lì dentro per un paio di milioni al mese ha partorito sulla scarnitrice della pelle, parla di quell’occhio lacrimante che non è un bello spettacolo da vedere e parla a Lucia che risponde al telefono con una voce che non le piace.

Parla la figlia dell’artigiano arricchito, parla così a lungo e così a sproposito che un sabato mattina il mucchietto di ossa e i suoi stracci, vengono di nascosto a portare una lettera di dimissioni.

E’ tutto in regola, conferma il consulente del lavoro, le dimissioni le ha date lei e quindi non c’è di che preoccuparsi.

Siamo in Toscana, sulla riva di quel fiume dove qualcuno risciacquò i panni, ad uno sputo da quella città simbolo di arte e cultura..

E adesso non parlatemi di mobbing in un posto dove la gente lavora in fabbrica da quando ha quattordici anni.



5 commenti a “Lucia”

  1. alex321 Says:

    E’ la storia di Lucia… ma anche la storia di migliaia di donne che resteranno senza nome, nell’arco dei decenni, nella storia.

  2. Viscontessa Says:

    è una storia talmente comune da non essere neanche una storia.
    si fanno i servizi sulle donne controllori di volo ma non si dice niente di questa realtà, così diffusa da essere la regola.

  3. utente anonimo Says:

    Immagino la tua faccia, Vis, quando ti si è parata davanti.
    E spero che tu non sia ancora con l’artigiano arricchito.

    (Poi un piccolo suggerimento, se non ho capito male, ma su oce, fuori tema)

  4. Viscontessa Says:

    no, l’artigiano arricchito l’ho lasciato dopo qualche anno, non prima però di aver dato alla figlia dell’artigiano una sua dignità virtuale di personaggio il quale ho imperversato su internet per lungo tempo.
    L’avevo chiamata Smencariella e ne narravo le peripezie come se fosse un personaggio di un romanzo di avventura.

  5. Giulia_Blasi Says:

    Vis, ma come, non lo sai che la discriminazione non esiste più?
    Lo dicono anche su Macchianera.

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