il topo narcolettico

Viscontessa, 21 Novembre 2004

E’ successo che per ottenere un briciolo di attenzione da un pellegrino virtuale, ho dovuto come d’abitudine prometterla.

E’ poi successo che alla mia richiesta sulla perla farlocca non abbia risposto nessuno per quanto la corretta soluzione al problema, mi avrebbe permesso di usufruire di un anno di riabilitazione gratuita convertibile in cure estetiche da concordare.

E anche qui non potrò fare a meno di prometterla.

E’ infine successo che oggi pomeriggio abbia trovato un topolino più rincoglionito della sottoscritta quando scrive e che abbia quindi deciso di battere nuovamente le strade del web, in cerca di un aiuto, di uno spunto, di un suggerimento, sul come accudirlo.

Si tratta di un piccolo topolino di campagna che ho preso, a mani nude e senza difficoltà alcuna, nei pressi delle scuderie dei cavalli. Scorrazzava lì un po’ stordito e accompagnato, nel suo zigzagante percorso, dalle urla di una banda di una decina di bambini compresa mia figlia.
La bestiola, come dicevo, si è fatta tranquillamente prendere ed è rimasta tra le mie mani fino al mio arrivo a casa dove l’ho sistemata in una zuppiera, l’ho foraggiata con semini di girasole e l’ho coperta con la cuccetta del cane delle Fashion Polly: bamboline di gomma frutto della nanotecnologia ludica.

Questo succedeva oggi pomeriggio verso le 6 ed è da allora, dopo aver abbondantemente mangiato e bevuto, che si è rintanato nella sua casetta a dormire.

Dorme del sonno tranquillo con cui può dormire un topo, tiene gli occhi chiusi e il musetto in continuo movimento, un leggero fremito attraversa il suo piccolo mantello peloso e le sue orecchie le percepisci in movimento anche da ferme.

Di tanto in tanto passo di lì e lo osservo.

A dire il vero, un paio di ore dopo la sua adozione in casa mia, ho pensato di essermi imbattuta nel popolare Mister Jingles

de Il miglio Verde. Per essere però sicura del fatto che fosse proprio lui, avrei avuto bisogno di un omone di colore di un paio di metri ed essendone momentaneamente sprovvista (anche perché se lo avessi avuto tra le mani lo avrei preferibilmente usato per testare la topa e non il topo) ho pensato che potesse trattarsi di un topo narcotizzato o affetto da narcolessia.

Mi è per esempio venuto in mente che il topolino potrebbe essersi fatto fuori una confezione di Prozac o potrebbe aver assaggio il caffè delle Pina (che fa più o meno lo stesso effetto) o potrebbe essere fuggito da un laboratorio segreto di qualche casa farmaceutica, dove testano per esempio l’effetto delle parole dell’on. Bondi sui topi.

Insomma, adesso c’ho lì questo topo che se la dorme della grossa e l’animo francescano che mi distingue, chiede di sapere se potrò dormire sonni tranquilli o se la bestiola si riprenderà nel corso della notte e andrà infilarsi, magari, nel cassetto dei miei calzini.

Io, che a sognare ancora mi diverto, ho deciso che si chiamerà comunque Mister Jingles.

Poi faccia un po’ lui.




5 commenti a “il topo narcolettico”

  1. riccionascosto Says:

    Guarda Vis che al quesito sulla perla farlocca mi sembra che Paoletto abbia risposto ottimamente…
    Quanto a mr. Jingles, chissà che non diventi invece come Stuart Little (tanto per restare in tema di topi). Ma lo sphynx (che dovrebbe essere un gatto, se non ricordo male) che ne pensa?

  2. Giulia_Blasi Says:

    Ma è ancora lì? Lo hai adottato in maniera permanente? :)

  3. Viscontessa Says:

    No Riccio, Paoletto mi ha dato una soluzione farlocca.
    Era sbagliata per cui son da capo.

    Il topo l’ho lasciato nella zuppiera e l’ho messo dentro alla doccia.
    Mi sono però dimenticata di avvisare la filippina…arh…speriamo bene.
    Comunque il topo non sta bene, lo terrò fino a quando non si riprende…sempre ammesso che.

  4. utente anonimo Says:

    Buongiorno, sono quello delle soluzioni farlocche, ma anche quello che ha dato l’unica soluzione possibile.
    Grazie di esistere, Vis. Comuqnue grazie per aver trasformato questo lunedì mattina in una giornata qualunque (chè il lunedì mattina mi vede sempre abbastanza ingrugnato).
    A proposito, ieri, mentre passeggiavo con le bambine, splendido come solo io so essere, col capello più arruffato che mai, sportivo-wonderful con la tuta, felpa a cappuccetto e gilet smanicato Murphy & Nye, ma non incrocio un tizio che aveva una specie di parka con il cappuccio sulla testa e mentre mi incrocia sento che dice … “ma guarda che faccia da cazzo…!!!” …”Bella la Tua, invece…!” ho risposto… Mia figlia per fortuna non ha capito, ma è stata forte la voglia di tornare sui miei passi e spaccargli la faccia.
    Poi ho pensato che uno che se ne va in giro di domenica mattina, con il cappuccio in testa ad insultare gli altri, tanto normale non è e c’ha pure un bel rodimento di culo.
    Quindi ho deciso che, in fondo, sono un signore e certi soggetti neppure meritano attenzione.
    Però, insomma, mi si è messo questo pensiero in testa da ieri …. e volevo chiederTi, Vis, ma ho davvero una faccia di cazzo???

  5. utente anonimo Says:

    Volevi che ti dicessero che hai una faccia da culo, per caso ?

    Questo, se non ti dispiace, vorrei sussurartelo solo io.

    L’ importante è che non ti arroghi il diritto di peto.

    Anche se non ti ho mai visto, sei bellissimo, ihihi.

    Ciao, Paoletto. Le braghe le calo io, come sempre :-)

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